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E'in me l'illusione di ogni giorno. Giungo come la rugiada sulle corolle. Scavo l'orizzonte con la mia assenza. Eternamente in fuga come l'onda. AilynnJoe
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"Tu sei dell'Amore l'essenza dell'essenza."(Un'elfa di Ellesmèra)

"Non esiste lingua per poter racchiudere l'essenza dell'Amore,tuttavia l'Amore stesso ha la sua voce in mille lingue."(Un'elfa di Ellesmèra)

"Ci sono uomini che usano le parole al solo scopo di nascondere i propri pensieri." (Voltaire)

"Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa l'uomo superiore" (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

"Quando il cuore della tua Musa si mostrerà brillando appena dai golfi dell'animo,vai incontro a lei,fai in modo che questa luce non si spenga mai se veramente le vuoi bene,trova quel sentimento vero....segui il tuo vento....arriverai!"(Un'elfa di Ellesmèra)

"Non esiste forza più potente della voce del cuore...quando quel suono si libera nell'animo e irradia gli occhi...ogni ombra svanisce via nel tramonto...e arriva l'alba.(Un'elfa di Ellesmèra)"

"Troverò ancora il tempo di capire che la stagione più bella che vive in me è l'eterna estate che tu scateni.(Un'elfa di Ellesmèra)"

"Non si vede solo dagli occhi ciò che una persona è realmente,ma anche da altre cose più sottili che sfiorano il sogno"(Un'elfa di Ellesmèra)

"La sensibilità spesso ci rende capaci di comprendere cose che la furbizia(o la ragione)non può nemmeno raggiungere. "(un'elfa di Ellesmèra)

"La pazienza è amara,ma il suo frutto è dolce."(Jean Jacques Rousseau)

"La gentilezza a parole crea confidenza. La gentilezza nei pensieri crea profondità. La gentilezza nel dare crea amore."(Mao Tse Tung)

"Se è vero che negli esseri umani risiede una parte di infinito,allora non c'è uomo o donna che possa vivere senza la sua altra metà di infinito."(Un'elfa di Ellesmèra)

"Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri."(Audrey Hepburn)

"Ogni viaggio ci dona forza,perchè lasciamo tutto per ricostruire noi stessi"(un'elfa di Ellesmèra)

"Negli occhi di un angelo...è scritto il segreto più raro..l'innocenza."(Un'elfa di Ellesmèra)

"Ma spesso al cuore non sfugge ciò che mille lingue parlano."(un'elfa di Ellesmèra)

"Possiamo vedere e sentire vicina una persona nel mondo dei sogni, e il fatto che al risveglio non ci sia più non significa che non sia stata davvero lì con noi"(S. Bambarén-Onda perfetta-)

"Nei nostri giardini segreti a volte un fiore soltanto può ricordarci che quello in cui crediamo non smette mai di sfiorire se ci crediamo davvero."(Un'elfa di Ellesmèra)

"La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri in lontananza. E il vento della notte gira nel cielo e canta."(Pablo Neruda)

"Nei pensieri risiedono piccole dita di gioia,che sfiorano le onde delle cose,posandosi infine sui sogni."(un'elfa di Ellesmèra)

"Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicita'."(Pablo Neruda)

"Non permettere a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Chi ti dice questo è lui stesso a non saperlo fare e si sfoga su di te. Devi proteggere il tuo sogno! Sempre"(La ricerca della felicità)

“Non vi è nulla di più invidiabile di un'anima se non la sua capacità di appassionarsi. La passione equivale a volare, è un movimento celeste verso l'alto.”

"Bisogna volere l'impossibile affinchè l'impossibile accada."(Eraclito)

"Anche per il pensiero c'è un tempo per arare e un tempo per mietere." (Ludwig Wittgenstein)

"Se una cosa la desideri non devi limitarti a volerla ma devi anche riuscire a meritarla"(Eragon Simone)

"Se un giorno non dovessi vederti più dal tuo ricordo risveglierò tante piccole stelle che il cielo sarà così bello che si innamorerà della notte!"(trovata nel web)

"Se mai due furono una cosa sola,certo quelli siamo noi."(anonimo)

"Amore e tosse non si possono nascondere."(Ovidio)

"Nei sogni,come in amore,non ci sono cose impossibili."(Jànos Arany)

"Coloro che vivono d'amore vivono d'eterno"(Emile Verhaeren)

"L'acqua leviga le pietre,l'amore modella gli animi"(anonimo)

"L'amore chiede tutto ed ha il diritto di farlo"(L.V.Beethoven)

"Amami soltanto per amore dell'amore"(Elisabeth Barret Browning)

« Una bella cosa nell’amicizia e di sapere a chi confidare un segreto » (Alessandro Manzoni)

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lunedì, 02 aprile 2007





Passeggiando per le strade profumate dai fiori d'arancio mi ritrovai su una terrazza,con la vista sul mare azzurro. Una panchina sembrava aspettarmi quel giorno,un giorno molto caldo di fine aprile.
In fretta,la raggiunsi e sedetti a riposarmi qualche minuto.
Avevo camminato molto.

In quell'attimo di piacevole serenità,pensai a lui,a quel ragazzo che da poco avevo conosciuto e che la sera prima di partire avevo visto.
Sorrisi.
Presto lo avrei sentito ancora.
Ma lì ,seduta da sola,con l'odore delle onde tra le mani e i capelli raccolti dal vento,ero in pace con me stessa e stavo bene.
Forse avrei anche fatto a meno di tornare a casa.

Scostando un poco la testa, la mia attenzione fu richiamata dal profilo di un'alta montagna che si alzava lontana sulla linea del mare e aveva un non so che di affascinante e misterioso.
E quasi incredibilmente,sembrava sorridere con le sue labbra d'ombra,a me,fanciulla che per caso sedevo in distanza e la ammiravo con occhi fugaci senza sapere esattamente perchè.
Quel giorno ,ricordo,mi innamorai di Sorrento.


Narvinye


.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 14:03 ::.
lunedì, 26 marzo 2007




Esiste qualcosa di peggiore di un'amore sofferto,che lentamente fa estinguere una persona tra le nebbie del tempo e la induce pian piano alla follìa?
Ho pianto assieme ai fiumi di Ellesmèra che rapidi scorrono e limpidi mutano il cielo nel loro dolce specchio...
Il mio dolore è giunto fino alle nuvole,trasportate dal vento dell'est...
Ho toccato l'ovest,ma sono tornata indietro più triste di quanto non fossi...
Ho perso ogni forza...perfino quella di parlare a vento e foglie che mai mi ascolteranno...
Ho tentato di essere forte...ho cercato una cura al mio male,ho vagato per ogni terra,toccato spiaggie sconosciute in cerca di qualcuno che potesse aiutarmi...
Ma niente ho trovato...ed io sono come una foglia in preda all'inverno...un'esile ramo sfiorito nella fredda primavera.
Ho tenuta accesa in me la speranza,ultima luce,per te....ma anche lei mi ha tradita...e tu non torni.
Ho cercato la mia Musa,disperatamente,senza non posso vivere...ma lei è fuggita via lontano...come hai fatto anche tu...e ormai gli occhi sono scavati di sole e di stelle a forza di cercarla su queste colline.E certo non ti rendi conto di quello che mi accade,perchè l'occhio tuo non vede...non può scorgere...sono distante...che cosa cambierebbe se un giorno prima esistessi e il giorno dopo sparissi come l'arcobaleno tra le montagne?
E' terribile svegliarsi al mattino e scoprire piangendo che la nostra colpa è stata quella di amare.
Abbandonata in questa nebbia perduta,ho cercato di respirare,come una zampa d'airone che s'agita nell'aria cercando il volo...
Ho trovato in risposta solo freddo, e paura, e angoscia, e dolore, e lacrime, e spezzati orologi, e laghi di cenere, e lacrime, lacrime, lacrime, lacrime.
Presto dovrò lasciare le mie terre...non ho più motivo di restare qui.
Perchè quello che dice l'uomo alla sua amante appassionata andrebbe scritto nel vento e nell'acqua che scorre.





"There were many ways of breaking a heart.
Stories were full of hearts broken by love, but what really broke a heart was taking away its dream,whatever that dream might be."(Pearl Buck)


.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 14:37 ::.
domenica, 18 marzo 2007


...BUENAS TARDES...

(O PUELLI !!! èèèèèh???)

sangria

 

Eccomi tornata di nuovo,portata in braccio dal tardo vento della sera...
Non ho voltato lo sguardo alle spalle quando sono partita,ma ho guardato avanti, seguendo il tragitto del sole,persa tra le braccia del tempo.
Alte mura hanno accolto i miei passi,candide pietre hanno purificato il mio cuore...
E pace e silenzio e libertà sono corse dentro me come fanciulle impazzite,rincorrendosi l'un l'altra.
Si sono alzati in volo gli uccelli del fiume, corteggiando il sereno tramonto con le loro ali di seta.
Ho riposato a lungo nelle acque del mondo.
E sognando nubi solitarie ho scoperto giardini nascosti,ebbri di fiori,colorati dalla luce dei miei occhi.
Quanto è stato forte il desiderio di toccare quelle terre di rame...
...un nuovo mondo mi ha sfiorata appena,ubriacandomi di rosso,di azzurro,di alati colori,di arancio,cannella,miele e sapori.
Un nuovo mondo mi ha fatto addormentare,cullandomi...e ho dimenticato in fretta,sapendo tuttavia che presto mi sarei svegliata di nuovo...reduce da un sogno...un sogno meraviglioso...durato così poco.

On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses.
On me dit que le destin se moque bien de nous
Qu'il ne nous donne rien et qu'il nous promet tout
Parais qu'le bonheur est à portée de main,
Alors on tend la main et on se retrouve fou
Pourtant quelqu'un m'a dit ...
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
Mais qui est ce qui m'a dit que toujours tu m'aimais?
Je ne me souviens plus c'était tard dans la nuit,
J'entend encore la voix, mais je ne vois plus les traits
"Il vous aime, c'est secret, lui dites pas que j'vous l'ai dit"
Tu vois quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore, me l'a t'on vraiment dit...
Que tu m'aimais encore, serais ce possible alors ?

Ho pensato a lungo,ininterrottamente...
Mi manchi,luce delle navi,che giocano con il mare,che lentamente scivolano via su quella linea lontana e portano via con sè la memoria,il ricordo,i sogni.
Mi manchi come il grido del gabbiano,che da sopra la cattedrale getta al vento la sua squillante voce,eco dei mari.
E...mi manchi...come il freddo vento della sera,che cela ogni singola traccia del sole del giorno,sbadiglio delle onde.
Sei a me caro come il sincero sorriso di queste stelle,vitale gioia che un po' mi solleva dal tormento.
Sei il mio labirinto,misterioso e fuggente,inispiegabile costruzione della mente umana,incrocio di forme,che non riesco a risolvere.
Sei la voce degli alberi,la ninna nanna di queste strade,che mi abbraccia la mente e la tiene stretta ogni volta che mi affaccio al balcone.
Ma dov'è che sei
tu,che nella notte l'ombra sposi
e fai crescere e nutri di un succoso vino
un rumore abbandonato,cieco,come il lento tramonto della mia terra?
Dov'è che sei...
tu,che hai fatto prigioniero il cuore mio,
catturandolo sotto la luce della luna,una sera d'autunno
mentre correvo invisibile alle porte dell'inverno?
Dov'è che io
portatrice di venti,ho colto con ardore il tuo grappolo azzurro?
Tu sei qui.
Tu no,non fuggi via oramai come le rondini,ma arrivi a me come il gelido pettirosso che canta la pioggia...tu che sei distante come il viaggio più breve,dolente come i nostri ultimi baci.
E odo ora ,con sconosciuti occhi, tremante come un ramo sfiorito nella rigogliosa primavera...
odo con le tempie intrise di nebbia nelle inesorabili rocce perdute...
odo un cigno cantare nelle lagune di vento.




Sapeste quanto a lungo ho camminato,pensando ininterrottamente...
e non volevo pensare,credetemi,
volevo dimenticare...
Ma non ci sono riuscita...
per questo impazzisco e vago da tanto tempo...non l'ho misurato...
vago e penso...
persa nella notte di queste strade.




Narvinye



.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 20:32 ::.
mercoledì, 28 febbraio 2007
Categoria: viaggi, amore, riflessioni


Mi è giunta la tua voce
o piccolo fiore...
Dunque tu mi pensi sempre...
nella buia prigione dove vivi
non puoi vedere niente...
E' brutto contare con lo sguardo perso nel vuoto
le macchine che passano...
E' brutto negarsi la felicità quando il proprio cuore la reclama...
Piccolo fiore
...se ancora nel cuore tuo arde una fiammella...
...se ancora non sono solo ricordi...
...torna dalla tua stellina...
e le farfalle canteranno in coro
per noi,
volando attorno.
La rugiada disseterà le tue
arse radicine...
...e il mio amore sarà per te
il nutrimento
la vita
il tuo sangue.






.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 21:07 ::.
venerdì, 23 febbraio 2007


Così,accompagnata dal mio migliore amico,
fedele compagno fin dall'infanzia,
ho sceso le scale senza pensieri
e sono andata sulle ali del vento,
vagando tra le valli della mia verde terra.
A piedi nudi, ho solcato i campi di grano già alto
e ho chiesto alle nuvole di soffiare piano
quando ho raggiunto quel luogo.
Là,proprio in mezzo alla strada,
alle luci del tramonto
colorata di vellutati lenzuoli cobaltei
e dipinta dai raggi struggenti dell'ultimo sole
ho trovato un ciliegio
ampio,con le radici affondate nella terra scura
del crepuscolo.
E dai suoi rami piovevano come mille fiocchi di neve
mille piccole lacrime rosee
mille pensieri andati in balia delle ombre
mille stelle perdute nel buio spazio.
Il tempo si è fermato
nell'istante in cui
tendendo una mano verso quella scorza così forte e robusta
un fiore mi è caduto sul palmo
lasciando dietro sè una scia di freddo
di meraviglia
di incredibile bellezza.
E ho riflettuto a lungo
persa in quel tramonto
fatto di vetro e di spezie
con il palmo aperto,il fiore oscillante orientato verso il primo Espero.
Lì,mentre il vento mi scompigliava i capelli
mentre gli occhi trovavano finalmente la pace
e l'animo tornava ad essere sano
lì,sono tornata ad essere
....la vera Arya.



Arya


.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 14:08 ::.
mercoledì, 07 febbraio 2007


  ESTRELLA*
(parte seconda)

Premessa: dopo la realizzazione della prima parte dell'estrella ho deciso di scrivere qui sopra anche il finale...dunque con questo secondo,nonchè breve capitolo si conclude la vicenda di Elen la temeraria.

Cielo e mare si congiunsero diventando di un colore uniforme e a Elen sembrò di vedere un paesaggio da giudizio universale.

Tutto intorno a lei era nero al pari delle profonde cavità delle grotte,buio e insidioso come le vaste fosse oceaniche, e le nubi in alto,sopra di lei, alternavano bagliori rossi come gli occhi di un mostro millenario.
Rombava l'aria e tremava l'estrella come una foglia impazzita nella bufera.
Mantenere il controllo del timone non era facile; ora lo guidava abile,ora le sfuggivano i comandi.
Improvvisamente la navetta rallentò e per un attimo la ragazza credette che il temporale volgesse al termine,ma,ahimè,(misera!)si sbagliava di grosso.
Elen si accorse troppo tardi che la barca girava su sè stessa ,senza controllo,indomabile, e non cedeva minimamente agli sforzi della giovane che tentava in tutti i modi di fermarla.
Per sei volte vorticò,preda di un infido mulinello , e alla settima la poppa si impennò come un cavallo imbizzarrito.
Elen si tenne forte all'albero maestro,chiuse gli occhi rassegnata e strinse i denti.
Ormai non c'era più speranza.
Ma un baleno improvviso scosse la ragazza a quel pensiero.
Tastando più volte sul petto incontrò il piccolo ciondolo donatole dalla sirena e fu come se lei avesse già vissuto quella stessa situazione.
Ora Elen sapeva cosa fare.
Con un colpo deciso strappò la collana,tenendosi con l'altro braccio al legno della barca che ancora restava sospesa tra cielo e mare,poi,gridando,scagliò con tutte le sue forze il pendente verso le nubi oscure.
Dopo pochi secondi una luce potentissima squarciò le tenebre con l'eleganza di un colpo di spada e nel cielo ora brillava splendente una stella bella oltre ogni dire.
La potenza di quell'astro fu determinante.
Il mare furioso,bevendo quei magici raggi, si placò all'istante ,mentre il cielo vantava di essere più limpido che mai.
L'estrella si sbloccò dalla posizione di stallo e finalmente discese sull'acqua lieve e aggraziata.
Elen,ancora tremante,si staccò dalla presa con gli occhi fissi sulla stella.
Proprio sotto di essa,poco distante, stava la spiaggia da dove lei era partita.
Ma questo la fanciulla potè notarlo solo dopo del tempo...quando quel bagliore meraviglioso che l'aveva incantata svanì e al suo posto comparve la luna.
Restarono infine un'ancora e una stella...persi alla deriva nelle onde...per sempre.

mare in tempesta


.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 18:58 ::.
lunedì, 05 febbraio 2007



Estrella*
(parte prima)

Elen aveva a lungo osservato il mare quella notte e finalmente, quando l'alba sfiorò la spiaggia dove lei scendeva, le ginocchia circondate dalle braccia si sciolsero dalla protezione e le agili gambe della fanciulla la portarono dritta alla sagoma che ondeggiava appena davanti a lei, ancora scura e sonnacchiosa sul mare intorpidito.
Elen balzò a bordo della sua piccola barca a vela e con una spinta si distaccò dalla bassa riva, mirando al mare aperto.
Ormai era deciso: niente l'avrebbe fermata...
Nemmeno il canto malinconico di Glenca, la sua gabbianella, che tante volte aveva provato a distoglierla dall'affascinante e misterioso richiamo del mare, senza però riuscirci infine.
Si ricordò che una volta un vecchio e saggio pescatore, parlando con lei per ore intere, le aveva detto una frase...
"Spesso non serve andare lontanto per trovare ciò che si cerca..."le ritornò alla mente mentre alzava la vela e issava l'ancora..."ma alcuni di noi all'ignoto non sanno resistere."
E così era avvenuto anche per lei, inaspettatamente.
Un grido si alzò da est e riecheggiò nell'aria come un richiamo...era Glenca,di ritorno dalla caccia.
Osservando la gabbianella che virava verso di lei a tutta velocità la sua attenzione fu improvvisamente colpita da dei vaghi spruzzi d'acqua.
Qualcosa, in mare, procedeva più rapido di Glenca e si dirigeva proprio alla sua imbarcazione...
Cosa poteva essere? Un delfino? Un animale acquatico?
Improvvisamente un'odore intenso di mare penetrò le sue narici e le fece girare la testa.
Un braccio squamoso si aggrappò saldamente al legno della barca facendola oscillare appena e una testa coperta di alghe, anemoni e stelle marine sgorgò dalla superficie salmastra: era Eithel, la sirena delle acque cobalto.
Elen riacquistò la calma all'istante nel vedere la creatura a lei famigliare e dopo averla salutata sedette vicino a lei sul bordo.
Eithel rise...una risata cristallina,come quella dei delfini...mentre sbatteva le dolci ciglia e i suoi occhi verdi lampeggiavano al pari di uno smeraldo...ma poi divenne seria di colpo.
Aveva capito che la ragazza stava partendo e la cosa le aveva addolorato profondamente il cuore.
Dischiudendo le labbra come per parlare portò una mano azzurra fuori dall'acqua e carezzò lievemente la guancia della ragazza come per incoraggiarla.
Poi, sussurrando qualcosa, si tuffò e riemerse quasi subito con il pugno destro teso verso Elen, che a sua volta allungò le dita e sentì cadere qualcosa di fresco sul palmo della mano.
Eithel le aveva fatto dono di una piccola stella da appendere al collo, bellissima,un gioiello molto fine, sicuramente opera del suo popolo.
Elen alzò gli occhi in cerca dell'amica per ringraziarla, ma con stupore e delusione non la vide più...era abilmente sparita tra le onde.
In quell'istante Glenca si posò sull'albero della vela e presa dalla curiosità si sporgeva per vedere cosa tenesse in mano la ragazza.
Elen indossò il dono della sirena,che come un piccolo sole risplendeva alla prima luce del giorno e dopo aver lanciato uno sguardo di buon giorno alla gabbianella,questa replicò un pigolìo rassegnato.
Ora il sole dipingeva di rosso il mare e liberava colori chiari come un pittore ancestrale,mentre "l'estrella" procedeva verso il largo con il vento a favore.
Ma bastò poco tempo affinchè giungesse di nuovo la sera e il manto celeste si accendesse di tante piccole luci.
Elen giudava la barca con la testa all'insù, orientandosi con la sua stella,la seconda a destra.
Glenca invece si puliva le piume e ogni tanto accennava a addormentarsi lassù, sul pennone, a sette metri sopra il mare.
Si prospettava una notte calma e placida,con il gorgoglìo del mare che faceva da ninna nanna,una notte stellata,senza nuvole,senza problemi.
Elen decise di riposarsi un po'...lasciò il timone e gettò l'ancora...in pochi istanti l'imbarcazione era saldamente fissata al fondo...poi,presa una coperta, si distese sul ponte e socchiuse gli occhi.
Si svegliò bruscamente, allarmata dai gridi spaventati di Glenca che come impazzita eseguiva voli circolari intorno alla barca.
La ragazza non capì in principio,ma poi un brivido la attraversò mentre guardava davanti a sè.
In lontananza apparivano grossi nuvoloni minacciosi carichi di lampi e pioggia.
Il mare, cupo e scuro come l'inchiostro, generava già in risposta onde più grandi che si infrangevano contro l'imbarcazione e spingevano da una parte e dall'altra la fanciulla.
In brevissimo tempo la forza del mare fu incontrollabile e Elen decise che la prima cosa da fare era issare l'ancora,altrimenti si sarebbe spezzata.
Barcollando si diresse alla catena e tirò con tutte le sue forze,ma quella sembrava essere diventata pesantissima come non mai.
Invani furono i suoi tentativi di tirarla su mentre gli spruzzi delle onde la bagnavano da testa a piedi.
Poi all'improvviso un fulmine cadde a un centinaio di metri da lei facendola sobbalzare e in quel preciso istante un rumore sordo trapassò l'aria.
Elen volse gli occhi spaventata alla catena........si era rotta.......aveva perso l'ancora!!!
Presa dal panico si aggrappò all'albero maestro mentre la barca veniva sbattuta quà e là violentemente e facendo uno sforzo più grande raggiunse il timone che girava come una trottola impazzita sotto la pioggia.
Afferrato il controllo di questo volse gli occhi al cielo alla ricerca della sua stella,ma le nuvole avevano oscurato tutto, impedendole così di orientarsi.
La ragazza lanciò un grido di disperazione che si tramutò in un sussulto di paura quando notò che anche Glenca era sparita.
Per un istante interminabile il tempo sembrò fermarsi...Elen sentì le forze venirle meno...sentì il cuore che pareva volesse esplodergli nel petto...
Con lo sguardo perso nel vuoto constatò la terribile verità: era sola contro la tempesta.
La presero allora i ripensamenti...se non fosse partita adesso sarebbe stata sicuramente là,sulla spiaggia, incolume e al sicuro.
Si rimproverò fortemente di non essere restata e la prese una sconvolgente voglia di fuggire...ma non poteva farlo e lei lo sapeva bene.
Così Elen, facendosi coraggio, tentò di asciugarsi via dal viso le lacrime che si mischiavano con la pioggia irruente e prese una decisione: se non poteva evitare la tempesta le sarebbe andata incontro.
Senza la sua stella e la sua ancora certo erano poche le probebilità di farcela...ma quella esile incertezza per Elen equivaleva a una speranza.





E voi che cosa ne pensate di questa storia? cosa era più giusto per Elen? quale sorte adesso potrebbe toccarle per il suo atto temerario? parlate...vi ascolto.

Narvinye


.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 00:35 ::.
venerdì, 05 gennaio 2007
Categoria: viaggi


Rieccomi quà, di ritorno da un'altra meravigliosa avvenura!
Vienna è fantastica,uno scenario perfetto per trascorrere l'ultimo dell'anno 2006 in modo elegante e originale!
palazzo imperiale
Abbiamo lasciato Firenze il 31 mattina alle sette in punto e dopo esserci liberati nel cielo e aver visto il sole sorgere con i suoi primi raggi a est,abbiamo raggiunto l'aereoporto austriaco.
Ci ha ospitati il Marriot hotel,che dista circa dieci minuti(a piedi)dalla cattedrale di S.Stefano,nel centro della città! Eravamo al sesto piano,con una vista meravigliosa su un parco e sulla città,in una camera molto comoda e ben arredata!
La sera di capodanno abbiamo cenato e festeggiato nello stesso hotel. Una cena magnifica e deliziosa,che non ha bisogno di presentazioni! Il tutto si svolgeva al piano terra dell'albergo,dove aveva luogo un ampissimo buffet a base di piatti abilmente cucinati e disposti con carne, pesce(tra cui anche sushi),composizioni di frutta (con melone,fichi,fragole,uva,datteri,frutti tropicali e tanto altro),dolci tipici e molto golosi(tra cui ricordo volentieri una mouss al cioccolato con frutti di bosco molto buona!^^)!
buffet
Suonava dal vivo un'orchestra e c'era musica internazionale...poi improvvisamente hanno intonato le prime note del valzer e allora è stato un tripudio generale!!!
Alla fine della serata tutti i palloncini presenti nella sala(che erano tantissimi) sono stati scoppiati per festeggiare la venuta del nuovo anno! Anche io ho partecipato!!!
palloncini
Nei giorni che seguono il primo dell'anno ho avuto occasione di visitare la città un po' più da vicino e ne sono stata felicissima! Finalmente ho visto la cattedrale gotica, il palazzo imperiale, la casa di Mozart, la scuola di equitazione e ho perfino assaggiato la sacher originale viennese!!!!!!!!!!
Vienna di notte
Inoltre sono diventata fanatica del peppermint!! Poi,tra un negozio e l'altro, è arrivato come sempre il momento di tornare a casa....e sono sicura che molto presto tornerò a Vienna ebbra di neve! perchè la magia che la città nordica ha saputo trasmettermi ha una particolarità tutta sua e mi ha conquistata con la sua sacher,il suono antico e rilassante delle carrozze,la sua musica esplosiva!!!
carrozza con cavalli
Presto sarà domani, adesso era ieri e ieri questo istante.


Un bacione a tutti e un augurio di buon anno 2007
Narvinye



.:: Sognato da NarvinyeCice .::. alle ore 10:42 ::.

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